Carlo Baldassi

Consulenza di management alle piccole e medie imprese

Studio Carlo Baldassi
Consulenza di management alle piccole e medie imprese

Sul rapporto tra consulenza di management e piccole imprese

‘Verso le piccole e medie imprese la consulenza di management affronta anche specificità ulteriori: le risorse sono più limitate e i tempi sono più brevi, l’aspetto relazionale e l’elemento fiduciario interpersonale risultano ancora più importanti.

Non occorrerà peraltro ricordare ancora l’importanza delle pmi in un paese come l’Italia a ‘capitalismo molecolare’ dove il 95% delle imprese ha meno di dieci dipendenti e dove…c’è molto da fare anche per noi.

Il consulente di direzione deve anzitutto considerare che nelle pmi si confronta con l’imprenditore shumpeteriano che eccelle nel protagonismo creativo, che vive tutti i giorni le problematiche operative e i processi aziendali, che rischia e decide e che rappresenta l’anima e i valori dell’impresa...Accanto a sé l’imprenditore ha ‘gente del mestiere’ verso cui certe asimmetrie informative - tipiche di altre professioni intellettuali- sono per i consulenti spesso più limitate.

Quando opera il consulente deve sentirsi parte dell’azienda-cliente ma mantenendo etica e indipendenza di giudizio, deve interagire contemporaneamente con diversi interlocutori interni e spesso anche con stakeholder esterni (istituti di credito, istituzioni, associazioni imprenditoriali ecc). Il consulente di direzione è una sorta di ‘intruso invitato’ (H.Baum) che deve con-vivere con la cultura, le esigenze e i ritmi specifici di ciascuna organizzazione (ogni cliente è unico). Egli deve fornire competenze specialistiche (di metodo e di merito) ma anche mantenere una visione complessiva, a volte interfacciandosi con altri specialisti esterni (commercialista, giurista d’impresa, operatori della comunicazione, designer industriali, tecnologi ecc) e più in generale con le filiere del valore in cui è inserita l’azienda-cliente. Il consulente deve saper apportare contributi utili da subito ma anche stimolare il ‘cambiamento possibile’, deve porre le ‘domande giuste’ prima che fornire le ‘risposte giuste’, deve accompagnare l’organizzazione nei suoi processi innovativi e nelle sue decisioni, facendo crescere il suo capitale intellettuale - il vero asset competitivo - cioè il suo capitale umano, organizzativo e relazionale.

E infine il suo intervento deve lasciare un’azienda più forte e più consapevole di prima’.